lunedì 18 ottobre 2010
domenica 17 ottobre 2010
Opera al parque 2010
Ecco l'informazione sul festival Opera al parque di quest'anno; un'altra opportunità per 'inzzuparsi' un po' della bella e ricca cultura italiana. GRATIS!!!
Boletín número 1.
- El XIII Festival Ópera al Parque ofrecerá 26 horas de programación en nueve escenarios de la ciudad, 10 muestras universitarias, un foro, dos talleres para cantantes de ópera y zarzuela y, por primera vez, un taller para periodistas culturales.
- El gran cierre del Festival Ópera al Parque se realizará en el parque metropolitano El Country (calle 127 No. 11D – 90) el sábado 6 de noviembre, con la presentación de la zarzuela Luisa Fernanda, acompañada por la Banda Sinfónica de Cundinamarca; El anillo sin palabras de Richard Wagner, el extracto del Anillo del Nibelungo, con la Orquesta Filarmónica de Bogotá, y al cierre, selecciones de La Traviata, con la Orquesta Sinfónica Nacional.
Consulte toda la información y programación del Festival en www.culturarecreacionydeporte.gov.co/operaalparque/
Boletín número 1.
Il corpo umano e i modi di dire
Esistono dei modi di dire con rapporto al corpo umano che utilizzano il verbo avere eccone alcune.
- “Avere orecchio” Significa essere sensibili nei confronti della musica.
- “Avere culo” Significa essere fortunati.
- “Avere naso” Significa avere intuito.
- “Avere stomaco” Significa essere capaci di sopportare cose sgradevoli.
- “Avere polso” Significa essere energici e dicisivi.
- “Avere fegato” Significa avere coraggio.
- “Avere cuore” Significa essere generosi.
- “Avere cervello” Significa essere intelingenti.
Di seguito abbiamo un espiegazione delle posibili origini di “Avere culo”
Avere culo significa avere molta fortuna. Probabilmente origine sta nel fatto che i giovani dal sedere bello erano molto richiesti dagli uomini potenti dell’antica Roma, che per poter avere rapporti sessuali con loro li ricoprivano di regali. Così, avere un bel culo, per un ragazzo, era indizio di una vita più facile e più fortunata dei propri coetanei.
PROVERBIO
Mente sana in corpo sano.
Cioè, per avere una formazione completa e armonica si devono unire l’educazione intellettuale e quella fisica.
Ecco qualche altro modo di dire, con esempi della sua applicazione:
- “Essere un pugno in un occhio”
Si dice di una cosa che per il colore o la forma non si abbina al contesto.
Es: Il maglione giallo sui pantaloni vila è un pugno in un occhio.
- “In un batter d’occhio”
Sinonimo di ‘subito’, ‘immediatamente’, ‘al più presto’.
Es: - Marco, ma sei ancora a casa?
- Sì, scusa! Arrivo in un batter d’occhio.
- “Avere un buco allo stomaco”
Significa ‘Avere fame’.
Es: Io ho un buco allo stomaco! C’è niente in frigo?
- “Avere l’acqua alla gola”
Significa ‘non avere il tempo di fare o finire delle cose importanti’.
Es: Tra due giorni ho l’esame, ma non ho fatto niente per tre mesi!
Ho l’acqua alla gola!
- “Avere uno scheletro nell’armadio”
Si dice di qualcuno che ha un segreto di cui si vergogna.
Es: Secondo me quasi tutti gli uomini di potere hanno uno scheletro nell’armadio.
- “Avere il cuore in gola”
Significa ‘Avere paura’.
Es: Ieri siamo andati a vedere un film horror e per la durata del film ho avuto il cuore in gola.
Adesso, raccomando d’acquistare i libri da cui fu tratta l'informazione:
Italiano per modo di dire, Gianluca Aprile – Alma edizioni, Firenze
Un tuffo nell’AZZURRO, Panozzo editore
domenica 3 ottobre 2010
Plurale
Grammaticalmente tutti i nomi hanno un numero, sia singolare che plurale. Esistono regole fisse per far lo scambiamento dal singolare al plurale a seconda della desinenza, eccole in questa tabella proposta da Loescher editore.
Per esprimere necessità: Ci vuole, Bisogna, Occorre
Quando si vuol esprimere necessità è possibile uttilizzare queste formule: Ci vuole (volerci), Bisogna, Occorre.
Volerci
Ci vuole, significa essere necessario e va seguito da un sostantivo
Sapete di che cosa abbiamo bisgono per fare quello che ci pare?
Luca Carbone ce ne ha datto la rispota; cantata dai ragazzi di Neri per caso.
Ci vuole un fisico bestiale - Neri per caso
Ci vuole un fisico bestiale
Ci vuole un fisico speciale
per fare quello che ti pare
perché di solito a nessuno
vai bene così come sei
Tu che cercavi comprensione sai, comprensione sai
Ti trovi lì in competizione sai, competizione sai
Ci vuole un fisico bestiale
per resistere agli urti della vita
a quel che leggi sul giornale
e certe volte anche alla sfiga
Ci vuole un fisico bestiale sai, speciale sai
anche per bere e per fumare sai, fumare sai.
Ci vuole un fisico bestiale
perché siam sempre ad incrocio
a sinistra a destra oppure dritto
il fatto e' che e' sempre un rischio
Ci vuole un attimo di pace sai, di pace sai
di fare quello che ci piace sai, mi piace sai
Come dicono i proverbi
e lo dice anche mio zio
mente sana in corpo sano
e adesso son convinto anch'io.
Ci vuole molto allenamento sai, allenamento sai
per stare dritti contro il vento sai, contro il vento sai
Ci vuole un fisico bestiale
per stare nel mondo dei grandi
e poi trovarsi a certe cene
con tipi furbi ed arroganti
Ci vuole un fisico bestiale sai, speciale sai
anche per bere e per fumare sai, fumare sai
ci vuole un fisico bestiale
o il mondo e' un grande ospedale
e siamo tutti un po' malati
ma siamo anche un po' dottori
e siamo tutti molto ignoranti si, ignoranti si
ma siamo anche un po' insegnanti sai, insegnanti sai
Ci vuole un fisico bestiale
perché siam barche in mezzo al mare.
All about Neri Per+Caso: http://www.musictory.com/music/Neri+Per+Caso
La famosa canzone di Sergio Endrigo 'Ci voule un fiore'
vo·lér·ci
Verbo procomplentare. (ci vuòle) FONDAMENTALE
1. essere necessario: ci vogliono troppi soldi per comprare quella casa, ci vuole mezz'ora per andare alla stazione, con i bambini ci vuole molta pazienza | essere adatto: è la ragazza che ci vuole per lui | essere appropriato, stare bene: in questa stanza ci vorrebbe un bel tappeto | ci vuol altro, c'è bisogno di ben altro: ci vuol altro per scoraggiarmi! | non ci vuole molto a capirlo, non occorre molto acume, molta intelligenza
2. in loc.pragm., quando ci vuole, ci vuole!, quando una cosa è necessaria, anche se spiacevole, deve essere fatta: ho dovuto punirlo, quando ci vuole, ci vuole!; che ci vuole?, per indicare la facilità, la semplicità con cui un'azione può essere compiuta; non ci voleva, per esprimere il proprio disappunto per il verificarsi di un evento, una circostanza inopportuna o negativa
Tratto dal 'Dizionario De Mauro'
Bisogna coniugarlo a seconda de quello che se vuol dire.
Tratto da 'In italiano' dalla Rai
Bisogna
Anche esprime necessità e viene seguito da verbo all'infinito
Bisogna avere molto denaro per studiare all'estero
Bisogna praticare per migliorare il nostro livello d'italiano
Bisogna imparare a memoria qualche regola grammaticale
Occorrere
occorrere [oc-cór-re-re] v.intr. (aus. essere; irr.: coniug. comecorrere) [sogg-v-prep.arg]
- 1 Essere necessario a qlcu., perlopiù con sogg. posposto SIN servire: a Luisa occorre più tempo per decidere; in usi generalizzati, anche con l'arg. sottinteso: occorre più prudenza sulle strade. Con frase soggettiva al posto del soggetto, il v., in 3ª sing., assume valore impers.: occorre fare presto, che lei si spieghi meglio
L’elisione
Questo fenomeno si fa per evitare un suono sgradevole dovuto all’accostamento di due vocali; cioè, quando c’è una parola che finisce per vocale non accentata seguita da un’altra che comincia per vocale, in questo caso si ha la caduta de la vocale finale della prima parola in cui posto si mette di seguito un apostrofo (‘). Quanto grafie le due parole restano distinte, ma si uniscono nella pronuncia.
Ad esempio ecco due filastrocche da Gianni Rodari.
L’apostrofo se ne va
L’apostrofo un giorno, stufo di lavorare
Decise in largo e lungo il mondo di girare.
Successe un parapiglia e immaginate un po’
Con tutto quel disordine che cosa combinò.
L’oro non brillò più perché loro divento.
L’ago più non cucì in un lago si trasformò.
Per l’una con la luna il sole era mancato
E l’etto di prosciutto fu letto e non mangiato.
L’apostrofo sconvolto da tanto finimondo
Commuover si lasciò e al suo posto tornò.
L’AMA
C'era una volta una povera ama,
per essere una lama intera,
una vera lama di coltello,
le mancava la elle: gliel'aveva rubata
un apostrofo pirata.
La poverina non tagliava più
né la carne cruda né la carne cotta:
non tagliava nemmeno la ricotta.
In fondo al cassetto deperiva,
e del mal della ruggine pativa.
Per fortuna la scoprì un arrotino
che da bambino
aveva studiato bene l'ortografia:
le ridiede la elle, l'affilò
e per il mondo la rimandò
col suo coltello
a ritagliare questo e quello.
Dunque state attenti, per piacere:
lasciatele la sua elle, o per vendetta
è capace di tagliarvi qualche falangetta.
Tuttavia, ci sono alcuni casi in cui l’uso de l’elisione e un fatto obbligatorio, altri in cui è facoltativo è altri in cui è vietato.
È obbligatorio:
1. con gli articoli lo e la e i suoi composti.
L’eroe, l’umidità, dell’amico, all’antica usanza
2. con ci (avverbio) seguito dalle voci del verbo essere che cominciano per e
C’è, c’era, c’eravano.
3. alcune formule fisse.
L’altr’anno, tutt’al più, quand’anche, tutt’altro, a quattr’occhi, senz’altro, nient’altro...
4. con l’aggettivo dimostrativo quello/a
Quell’anno, quell’altro...
5. con gli aggettivi bello/a, santo/a
È facoltativo:
1. con aggettivo dimostrativo questo
2. con i pronomi personali
L’aspetterò
3. la congiunzione anche davanti pronome personale
Anch’io anche io
4. Con l’aggettivo grande.
5. con la preposizione di.
6. con l’articolo indetreminativo una.
C’è il divieto:
quando produsce cambiamento nella pronuncia delle parole.
1. no si elide la i di ci seguita da a,o,u
2. con i pronomi personali le (singolare o plurale) e li.
3. con la articolo gli c’è unica eccezione di elidere la i soltanto davanti a un’altra i, questo non è però comune.
Gl’Italiani
4. l’elisione non si fa con articoli o preposizioni articolate davanti a parola che cominci con i semiconsonantica.
Lo iato, lo iodio, della iena
5. per evitare di confondere di e da, no si fa l’elisione con da che in questi casi.
D’ora in avanti, d’ora in poi, d’altronde, d’altra parte.
Sito raccomandato: Filastrocche.it
Ecco un sito da raccomandare

Barzellette
2. Un signore entra dal calzolaio.
"Vorrei comprare delle scarpe..." dice.
"Che numero?" chiede il calzolaio.
"Bhe" risponde il signore "Me ne dia almeno due!".
3. Un bambino chiede a Babbo Natale:
"Perché dopo tanti anni passi ancora per il camino?"
e Babbo Natale:
"Ci fosse qualcuno che mi lasci la chiave sotto lo zerbino!"
4. In manicomio, durante la Rivoluzione Francese:
"Perchè ogni volta che deve prendere la medicina lei canta l'inno nazionale?".
"Mi preparo alla presa della Pastiglia, no?".
5. Ci sono tre vampiri che decidono di fare una gara a chi beve più sangue. Parte e torna il primo con le labbra sporche di sangue e gli altri chiedono: "Dove sei stato?" e lui risponde: "La vedete quella roccia? Oltre c'è un paese e mi sono bevuto tutto il sangue degli abitanti". Parte e torna il secondo con il viso sporco di sangue e alla domanda degli altri due risponde: "La vedete quella roccia? Oltre c'è un paese e poi una città e mi sono bevuto tutto il sangue degli abitanti.". Parte e torna l'ultimo completamente sporco di sangue e alla domanda dei due risponde: "La vedete quella roccia?... Io non l'ho vista!!!".
6. Cosa dice un cane sotto l'albero di Natale?
"Finalmente hanno acceso le luci in bagno

Lì potrete trovare: Barzellette, canzoni, colmi, composizioni, conte, fiabe, filastrocche, giochi, indovinelli, ninne nanne, passatempi, poesie, detti e proverbi, ricette e scioglilingua.
Eccone qualche esempio.
Colmi
Qual è il colmo per un comico?
Prendere il lavoro troppo sul serio!
Qual è il colmo per una coccinella in farmacia?
Chiedere una crema contro i punti neri
Qual è il colmo per un cimitero?
Essere chiuso per lutto!
Sai qual'è il colmo per un calvo?
Avere un diavolo per capello.
1. Mio figlio sono 5 anni che suona al conservatorio...
Ma non gli hanno ancora aperto!
Ma non gli hanno ancora aperto!
2. Un signore entra dal calzolaio.
"Vorrei comprare delle scarpe..." dice.
"Che numero?" chiede il calzolaio.
"Bhe" risponde il signore "Me ne dia almeno due!".
3. Un bambino chiede a Babbo Natale:
"Perché dopo tanti anni passi ancora per il camino?"
e Babbo Natale:
"Ci fosse qualcuno che mi lasci la chiave sotto lo zerbino!"
4. In manicomio, durante la Rivoluzione Francese:
"Perchè ogni volta che deve prendere la medicina lei canta l'inno nazionale?".
"Mi preparo alla presa della Pastiglia, no?".
5. Ci sono tre vampiri che decidono di fare una gara a chi beve più sangue. Parte e torna il primo con le labbra sporche di sangue e gli altri chiedono: "Dove sei stato?" e lui risponde: "La vedete quella roccia? Oltre c'è un paese e mi sono bevuto tutto il sangue degli abitanti". Parte e torna il secondo con il viso sporco di sangue e alla domanda degli altri due risponde: "La vedete quella roccia? Oltre c'è un paese e poi una città e mi sono bevuto tutto il sangue degli abitanti.". Parte e torna l'ultimo completamente sporco di sangue e alla domanda dei due risponde: "La vedete quella roccia?... Io non l'ho vista!!!".
6. Cosa dice un cane sotto l'albero di Natale?
"Finalmente hanno acceso le luci in bagno
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